The Sales Conferece 2021

Il 18 novembre, all’Avicii Arena di Stoccolma si è svolta The Sales Conference 2021. L’evento ha visto la parecipazione di centinaia di ospiti in loco, migliaia di spettatori online e 7 relatori di livello mondiale. Ecco come ricordiamo l’evento.

Cosa rende grande un evento? Sono i relatori? Le persone? La sede? L’uso intelligente della tecnologia? La musica e l’after party?

No, è tutto questo.

Trends, approfondimenti, intrattenimento

La Sales Conference 2021 di quest’anno è stata una celebrazione di ciò che ci siamo persi e un’inrigante anteprima di ciò che verrà. Da un lato è stata un’occasione per le principali figure del settore per incontrarsi e fare networking in un contesto fantastico, l’Avicii Arena di Stoccolma, mentre dall’altro lato è stata un’occasione per dimostrare che siamo entrati in una nuova realtà in cui la comunicazione virtuale è la norma ed allo stesso tepi che può ancora essere soprendere.

Dopo l’evento dell’anno scorso che si è svolto solo ella versione online, quest’anno Mercuri International Research ha avuto l’occasione di mettere in scena uno spettacolo, facendolo coincidere con il lancio dell’ambizioso report “The Future State of Sales”, un sondaggio nato da una collaborazione con SalesOnly e Scrive.

Il rapporto è stato il fulcro del discorso di apertura dell’evento. Henrik Larsson-Broman di Mercuri, ha descritto in modo estremamente accurato i 10 trends che stanno influenzando il mondo delle vendite. Spaziando dalla tecnologia alla cultura, il report è un’istantanea affascinante di una realtà in continuo cambiamento, che passa da una realtà di vendita pre-pandemica a un mondo nuovo e coraggioso, in rapida evoluzione e pieno di nuove opportunità.

I punti chiave

Ma se il discorso di Henrik ha delineato il contesto dell’evento, sono stati i relatori che sono seguiti a dimostrare l’ampiezza dei punti di discussione della giornata abbracciando diversi contesti, dalle politiche di genere, alla globalizzazione, all’evoluzione della tecnologia stessa, dalla preistoria al metaverso (quest’ultimo in soli 30 minuti…).

Ecco un breve riassunto di quello che è successo dopo che Henrik ha lasciato il palco:

Ashkan Fardost ha tenuto quello che potrebbe essere definito l’intervento più divertente della giornata non dimenticando però di toccare dei temi molto profondi. Grazie al suo fascino è riuscito a non allarmare il pubblico anche se la sua battuta di apertura è stata “le vendite sono morte”, incipit che probabilmente per altri sarebbe stato difficile da proporre alla platea. In soli 30 minuti ha esposto una teoria che è riuscita a unire diversi punti dalla società preistorica, alle implicazioni dell’invenzione della stampa fino al motivo per cui internet sta fondamentalmente tornando al tribalismo. Un intervento che più simile ad un giro su una montagna russa.

Andreas Ekström è stato appassionato nel suo attacco ad una visione polarizzata del mondo, suggerendo una visione più complessa della rivoluzione digitale – non un ”questo o quello” ma piuttosto un ”e”. Siamo stati più propensi a dividere tutto in due campi semplicistici, ‘internet libero’ contro ‘regolamentazione’. Ekström ha ampliato questa portata per immaginare un mondo in cui potremmo tenere due idee nella nostra testa allo stesso tempo … è stato stimolante.

Shahrzad Kiavash ci ha dato una lezione pratica su ciò che può essere realizzato attraverso la pura volontà e la determinazione non arrendendosi mai, non importa quanto inaspettate, o difficili, siano le sfide. Shahrzad triatleta vincitrice di diverse medaglie olimpiche, ha perso entrambe le gambe a causa di una malattia che l’ha costretta a rivalutare la sua visione del mondo e alla fine a reinventarsi nel frattempo.

Alexander Stubb ha fornito una prospettiva macro, geo-politica sulle sfide che dobbiamo affrontare, attingendo alla sua esperienza di governo come primo ministro finlandese per contestualizzare gli eventi attuali e dare preziosi consigli su come dovremmo percepire il passato, il presente e il futuro pianificando le nostre azioni di conseguenza.

Shefali Roy ha tenuto forse il discorso più focalizzato sulle vendite di tutta la giornata, offrendo una guida passo dopo passo pre fronteggiare le insidie legate al processo di crescita esponenziale. Ciò che è stato particolarmente affascinante è stato il modo in cui ha riconosciuto le complessità delle aziende in rapida crescita semplificando la questione di fondo, “se siete tutti sulla stessa lunghezza d’onda, avete una grande possibilità di successo. Se non lo siete, non ne avete nessuna”.

Jonas Eriksson ha concluso i dibattiti, con un’insolita combinazione di intuizioni di business e di arbitraggio di calcio. Ciò che era affascinante era il grado di sovrapposizione delle due discipline su cui ha costruito la sua carriera. Le abilità di gestione delle persone che richiedevano approcci diversi come per esempio Ronaldo e Messi si traducevano sorprendentemente bene quando venivano traslate sui team di vendita… anche se parliamo di una forza lavoro presumibilmente meno capricciosa.

Tutto questo più un surplus di sessioni di breakout online…

L’unica certezza è il cambiamento

Ciò che ha caratterizzato particolarmente The Sales Conference 2021 non è stato solo la diversità dei relatori intervenuto ma anche il filo comune che correva attraverso tutte le loro presentazioni. Vale a dire che il cambiamento è inevitabile, rapido e inaspettato (sempre), ma può anche presentare opportunità uniche se abbracciato. Mentre molti dei relatori potrebbero, a prima vista, non aver parlato specificamente di vendite, i loro interventi e le intuizioni erano tanto più potenti per la loro obiettività. La Sales Conference riguarda le vendite ma le vendite riguardano in definitiva la comprensione del comportamento umano.

L’Hybrid è il futuro

Una cosa che sapevamo bene ancor prima di questo evento è che, come specie, amiamo interagire di persona. Mentre seguire l’evento online ci ha mostrato cosa è possibile realizzare con la giusta tecnologia e ha offerto un’ottima alternativa a chi non ha potuto partecipare.

Se The Sales Conference ci ha lasciato qualcosa è un segno delle cose a venire, quando possibile il face to face rimane una scelta importante ma le circostanze lo impediscono la vendita da remoto rappresenta un’alternativa molto vantaggiosa resa ancora più efficiente con il miglior uso degli strumenti di comunicazione a nostra disposizione.

Il futuro è ibrido. Ma è stato comunque bello essere lì di persona.