Decision code: The new reality of B2B buying

Il modo in cui le persone acquistano è cambiato e i migliori team di vendita stanno cambiando insieme a loro

Il nostro report più recente analizza cosa serve per avere successo nell’attuale contesto degli acquisti B2B, spiegando anche perché 9 aziende vincitrici su 10 erano già presenti nella shortlist iniziale.

Come prendono le loro decisioni d’acquisto i clienti? Perché scelgono un fornitore invece di un altro?
E cosa fanno di diverso i venditori che ottengono i risultati migliori?
Niklas Sjögren, CMO di Mercuri International, spiega perché vale la pena scaricare il nostro nuovo report, Decision Code: The New Reality of B2B Buying.

Report Mercuri International

Come è stata condotta la ricerca sugli acquisti B2B?

La nostra indagine quantitativa globale è stata condotta tra aprile e giugno 2026 e ha coinvolto circa 150 professionisti in tutto il mondo, raccogliendo le loro esperienze relative a recenti acquisti B2B. Il questionario comprendeva 31 domande quantitative articolate in 7 aree tematiche. I partecipanti sono stati coinvolti attraverso la rete di decision maker di Mercuri International e tramite un sondaggio aperto, diffuso attraverso canali selezionati.

Lo studio prende in esame recenti decisioni d’acquisto relative a prodotti o servizi standardizzati, offerte personalizzate e soluzioni completamente su misura. Il numero di rispondenti varia a seconda della domanda. I risultati hanno l’obiettivo di offrire indicazioni concrete sulle attuali dinamiche degli acquisti B2B, piuttosto che definire regole universali sul comportamento dei buyer.

Quali sono i principali insight del report?

  1. Il vero buyer è la rete decisionale
    Gli acquisti B2B non sono più nelle mani di un unico decisore. Il vero buyer è rappresentato dall’insieme di persone che influenzano, valutano, approvano o possono bloccare una decisione, ne gestiscono l’implementazione e ne affrontano le conseguenze.
  2. La vera competizione inizia prima del processo di vendita formale
    Prima ancora che inizi il processo di vendita vero e proprio, i buyer formulano ipotesi, definiscono i problemi, valutano i rischi e iniziano a farsi un’idea dei fornitori più affidabili. Spesso la shortlist prende forma prima ancora che molti venditori sappiano dell’esistenza dell’opportunità.
  3. Il rischio è il fattore nascosto che rallenta le decisioni
    Il valore genera interesse, ma il rischio genera esitazione. All’aumentare del rischio percepito, i processi d’acquisto diventano più lunghi, coinvolgono più funzioni aziendali e diventano più difficili da portare avanti.
  4. I buyer hanno bisogno di supporto per ottenere consenso all’interno dell’organizzazione
    Gli acquisti B2B richiedono allineamento interno, preparazione all’implementazione e fiducia da parte degli stakeholder. Il ruolo del venditore non è quindi soltanto convincere il buyer, ma anche fornirgli gli strumenti necessari per sostenere la decisione all’interno dell’organizzazione.
  5. L’AI rende i buyer più informati, ma non necessariamente più sicuri
    L’intelligenza artificiale può aiutare i buyer a cercare informazioni, confrontare le alternative e prepararsi meglio. Non elimina, però, gli aspetti umani legati a fiducia, responsabilità, rischio e allineamento interno. Per questo, la vendita basata sull’interazione umana deve offrire un livello ancora più elevato di competenza, capacità di analisi e autorevolezza.
  6. I buyer apprezzano i venditori che li aiutano a procedere nella decisione
    I buyer hanno già accesso alle informazioni. Ciò che cercano è un supporto che li aiuti a dare un senso alla decisione: chiarire il problema, comprendere vantaggi e compromessi, ridurre l’incertezza e acquisire la sicurezza necessaria per agire.

La conclusione generale: facilitare e supportare il processo decisionale del buyer è la nuova logica delle vendite B2B.

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