Indice dell’articolo
- Formazione aziendale e formazione continua: perché sono strategiche
- Perché investire nella formazione aziendale conviene
- Come misurare l’efficacia della formazione aziendale
- Dalla teoria alla pratica: analizzare i bisogni e individuare gli skill gap
- Formazione aziendale e futuro del lavoro: perché “imparare a imparare” diventa una competenza
- Formazione finanziata: un’opportunità per investire nelle competenze
La formazione aziendale è una leva strategica per preparare persone e organizzazioni ad affrontare mercati, tecnologie e aspettative dei clienti in continua evoluzione. Investire nello sviluppo delle competenze significa costruire team più preparati, capaci di adattarsi e di contribuire concretamente agli obiettivi aziendali.
È importante comprendere che formare non significa semplicemente trasferire nuove conoscenze. L’obiettivo di una buona formazione è fare in modo che le competenze evolvano insieme al mercato e alle priorità dell’organizzazione.
Per questo assume sempre più importanza la formazione continua, intesa come un percorso di sviluppo che accompagna le persone nel tempo.
Capire perché è importante la formazione aziendale significa quindi guardare oltre il singolo corso e chiedersi quale valore possa generare per le persone e per l’azienda.
Formazione aziendale e formazione continua: perché sono strategiche
Mercati, tecnologie e modelli organizzativi evolvono rapidamente. Di conseguenza, anche le competenze necessarie per svolgere efficacemente il proprio lavoro cambiano.
Una capacità che oggi rappresenta un punto di forza può aver bisogno di essere aggiornata, integrata o utilizzata in un contesto completamente diverso nel giro di pochi anni.
È qui che emerge l’importanza della formazione continua: permettere alle persone di mantenere le proprie competenze rilevanti e all’organizzazione di affrontare il cambiamento con maggiore preparazione.
Per realizzare un percorso di crescita costante non è sufficiente aumentare il numero di corsi: è necessario creare un sistema di apprendimento coerente con i bisogni dell’azienda e capace di evolvere insieme a essi.
Dalla formazione occasionale all’apprendimento continuo
La formazione tradizionale è stata spesso organizzata attraverso interventi circoscritti: un corso, un workshop, alcune giornate dedicate a uno specifico argomento.
Questi momenti continuano ad avere valore, ma da soli possono non essere sufficienti per produrre un cambiamento duraturo e concreto.
L’apprendimento continuo adotta una prospettiva diversa perché la persona ha l’occasione di sperimentare la nuova competenza, riceve feedback e può progressivamente perfezionarla.
Aula, digital learning, coaching, esercitazioni e momenti di confronto possono così diventare elementi complementari dello stesso percorso.
La continuità serve soprattutto a evitare che la formazione rimanga separata dalla realtà professionale. Ciò che conta è conoscere un nuovo metodo e riuscire a utilizzarlo quando serve.
Upskilling e sviluppo delle competenze: preparare le persone al cambiamento
Uno degli obiettivi di tale approccio alla formazione è mantenere le competenze delle persone al passo con l’evoluzione del lavoro.
È il caso dell’upskilling, che consiste proprio nel rafforzare e ampliare capacità già presenti, aiutando le persone a rispondere a nuove esigenze professionali. Non riguarda soltanto il digitale: può interessare competenze commerciali, manageriali, relazionali e consulenziali, così come nuovi strumenti, processi e metodologie.
Per esempio, un professionista delle vendite può avere bisogno di sviluppare nuove capacità di value selling o negoziazione; un manager può dover rafforzare coaching e leadership; un team può aver bisogno di utilizzare meglio dati e strumenti digitali.
Approfondire il tema dell’upskilling e dello sviluppo delle competenze aiuta quindi a spostare l’attenzione dalla semplice conoscenza alla capacità di affrontare nuove sfide professionali.
Perché investire nella formazione aziendale conviene
Investire nella formazione aziendale significa rafforzare uno degli asset che incidono direttamente sulla capacità di un’organizzazione di competere sul mercato: le competenze delle sue persone.
I benefici possono riguardare diverse dimensioni:
- Performance: persone più preparate dispongono di strumenti e metodologie più efficaci per affrontare le proprie responsabilità e raggiungere gli obiettivi assegnati.
- Capacità di adattamento: lo sviluppo continuo permette di rispondere più rapidamente a nuovi processi, tecnologie, modelli di business ed esigenze dei clienti.
- Engagement e sviluppo professionale: offrire opportunità di crescita contribuisce a creare un contesto nel quale le persone possono continuare a sviluppare il proprio potenziale e prepararsi a nuove responsabilità.
- Retention: la formazione può diventare anche una leva per costruire un’esperienza professionale più ricca e rafforzare la capacità dell’organizzazione di trattenere competenze importanti.
- Execution: quando la formazione è collegata alle priorità aziendali, aiuta a ridurre la distanza tra ciò che l’organizzazione vuole realizzare e le capacità necessarie per farlo.
Il valore della formazione, quindi, non dipende semplicemente dal numero di ore erogate. Dipende soprattutto dalla rilevanza delle competenze sviluppate rispetto alle sfide dell’organizzazione.
Allineare persone, competenze e obiettivi aziendali
Una strategia produce risultati quando le persone possiedono le capacità necessarie per metterla in pratica.
Pensiamo a un’organizzazione commerciale che decida di evolvere da una vendita prevalentemente transazionale a un modello più consulenziale e orientato al valore.
Il cambiamento strategico richiede anche un’evoluzione delle competenze: ascolto, analisi delle esigenze, value selling, negoziazione e gestione delle relazioni con il cliente.
Inoltre, non tutte le persone hanno le stesse esigenze di sviluppo. Sales Representative, Account Manager, Key Account Manager e Sales Manager ricoprono responsabilità differenti e devono contribuire agli obiettivi commerciali attraverso capacità specifiche.
Noi di Mercuri abbiamo approfondito questo aspetto nell’analisi dedicata alle professioni commerciali in azienda.
La formazione diventa quindi uno strumento per creare coerenza tra direzione strategica, ruoli e competenze, evitando percorsi standardizzati poco aderenti alle esigenze reali.
Come misurare l’efficacia della formazione aziendale
Se investire nella formazione aziendale significa destinare risorse allo sviluppo delle persone, è importante poter valutare cosa produce quell’investimento.
La misurazione dovrebbe partire dagli obiettivi del progetto e non soltanto dalle attività svolte. Ore di formazione, partecipanti e tasso di completamento rimangono informazioni utili, ma non bastano a spiegare se il percorso abbia funzionato.
È possibile osservare quattro livelli principali:
- Partecipazione e fruizione: tasso di partecipazione, completamento dei moduli, accessi alle piattaforme e continuità nella fruizione permettono di verificare il coinvolgimento nel percorso.
- Apprendimento: assessment, test, esercitazioni e certificazioni possono mostrare se le conoscenze o capacità previste sono state effettivamente acquisite.
- Cambiamento dei comportamenti: è possibile osservare se le persone utilizzano nuovi strumenti, adottano metodologie differenti o modificano comportamenti rilevanti rispetto agli obiettivi del programma.
- Risultati di business: quando esiste una relazione sufficientemente chiara con il percorso formativo, è possibile considerare KPI commerciali o organizzativi collegati agli obiettivi iniziali.
Non esiste quindi un unico KPI valido per qualsiasi programma. La metrica deve essere scelta in funzione del risultato che la formazione vuole contribuire a produrre.
Dalla teoria alla pratica: analizzare i bisogni e individuare gli skill gap
Prima di scegliere contenuti, modalità e strumenti, occorre capire dove intervenire.
L‘analisi dei bisogni formativi serve a individuare la distanza tra le competenze disponibili nell’organizzazione e quelle richieste dai ruoli, dalla strategia o dai cambiamenti in corso.
In questa fase è utile partire da alcune domande:
- Quali obiettivi deve raggiungere l’organizzazione?
- Quali ruoli sono maggiormente coinvolti?
- Quali competenze sono necessarie?
- Quali sono già presenti e a quale livello?
- Dove si trovano gli skill gap prioritari?
- Quale evoluzione ci aspettiamo di osservare?
Questa analisi permette anche di stabilire delle priorità. Non tutti i gap hanno infatti lo stesso impatto sul business e non tutte le persone devono sviluppare le stesse capacità nello stesso momento.
Il risultato è una formazione più focalizzata: si investe dove lo sviluppo delle competenze può produrre maggiore valore.
Personalizzare i percorsi in base a persone e obiettivi
Una volta individuate le priorità, è possibile progettare un percorso coerente con i destinatari.
La personalizzazione può riguardare i contenuti, ma anche modalità, durata, livello di approfondimento e strumenti utilizzati.
Un percorso può combinare formazione in presenza, digital learning, sessioni virtuali, coaching e attività pratiche. La scelta dipende dal tipo di competenza da sviluppare, dal contesto e dalle caratteristiche delle persone coinvolte.
Per questo, uno degli elementi distintivi del nostro approccio in Mercuri International è il principio “Built for you”, ovvero programmi costruiti intorno alle esigenze specifiche dell’organizzazione e contenuti rilevanti per i team.
Personalizzare significa realizzare percorsi davvero pertinenti.
Formazione aziendale e futuro del lavoro: perché “imparare a imparare” diventa una competenza
C’è poi un livello ulteriore.
Non tutte le competenze di cui un’organizzazione avrà bisogno nei prossimi anni possono essere previste oggi. Per questo, oltre a sviluppare capacità specifiche, diventa importante rafforzare la predisposizione delle persone ad apprendere continuamente.
Imparare a imparare significa essere capaci di riconoscere nuove esigenze, acquisire strumenti, sperimentare approcci differenti e aggiornare progressivamente il proprio modo di lavorare.
Per l’impresa, questo può tradursi in una maggiore capacità di affrontare trasformazioni che non erano state previste quando è stato progettato un determinato ruolo.
La formazione continua assume così anche una funzione culturale: contribuire a creare un’organizzazione nella quale apprendimento e sviluppo siano parte naturale della vita professionale.
Le competenze hanno una data di scadenza?
Non esattamente. Ma il contesto in cui vengono utilizzate cambia.
Una capacità può rimanere importante e richiedere, allo stesso tempo, un’evoluzione.
Un venditore può continuare ad avere bisogno di ottime capacità relazionali, ma utilizzarle in una relazione commerciale sempre più ibrida e supportata da strumenti digitali. Un manager può mantenere solide competenze di leadership, ma doverle applicare a team distribuiti, nuove generazioni di professionisti o modelli organizzativi differenti.
Più che parlare di “scadenza”, quindi, è utile parlare di rilevanza delle competenze nel tempo.
È uno dei principi alla base del lifelong learning: considerare l’apprendimento come un processo che accompagna l’intero percorso professionale, anziché come una fase circoscritta della propria carriera.
La questione diventa allora più ampia: quali competenze servono oggi e quanto siamo pronti a sviluppare quelle che serviranno domani? Non possiamo prevedere con certezza quali saranno le prossime sfide, ma possiamo costruire organizzazioni in cui l’apprendimento continuo diventi parte del modo di lavorare, creando le condizioni per adattarsi ed evolvere.
Formazione finanziata: un’opportunità per investire nelle competenze
Una strategia di sviluppo continuo richiede tempo, progettazione e risorse. Per questo, accanto alla definizione dei bisogni formativi, è importante valutare anche come rendere l’investimento sostenibile.
La formazione finanziata offre alle imprese la possibilità di accedere a risorse destinate allo sviluppo delle competenze. L’opportunità economica, tuttavia, dovrebbe inserirsi all’interno di una strategia già definita.
Il rischio, altrimenti, è partire dal finanziamento disponibile e costruire successivamente la formazione intorno ad esso. Un approccio più efficace procede nella direzione opposta:
bisogno aziendale → competenze da sviluppare → progetto formativo → opportunità di finanziamento.
In questo modo le risorse disponibili possono essere utilizzate per sostenere interventi realmente collegati alle priorità dell’impresa.
Mercuri International affianca le organizzazioni anche nella formazione finanziata, integrando questa opportunità all’interno di percorsi costruiti sulle esigenze aziendali.
La formazione può così diventare un investimento più sostenibile senza perdere di vista ciò che conta: sviluppare le competenze di cui persone e organizzazioni hanno realmente bisogno.